Un’associazione fattuale che si traduce in una insopportabile quanto inevitabile condanna.
Non c’è solo la cittadina pugliese, a trascinare un carico tanto pesante: Cogne, Brembate, Novi Ligure, Erba, Garlasco. Fermiamoci qui, non è piacevole varcare la soglia del museo degli orrori.
Chi abita in queste città ha ragioni da vendere: se per gli umani è consolidato il diritto all’oblio, perché non dovrebbe valere per le comunità?
In proposito, il sindaco di Avetrana sostiene che rileggere il nome della città in un titolo tanto evocativo, riapre una ferita che purtroppo non si è mai rimarginata.
Il giudice per ora gli ha dato ragione, ha sospeso la programmazione della fiction; quasi certamente il nome di Avetrana da quel titolo scomparirà.
Cittadini ed amministratori non possono rassegnarsi all’idea di essere entrati per disgrazia ricevuta… nel circuito del nostro turismo nero.
Ma cosa hanno fatto finora per far dimenticare tonnellate di titoli in prima e interminabili ore di dirette TV?
Parliamo di Avetrana.
È a pochi chilometri da spiagge di straordinaria bellezza, come Punta Prosciutto. perché non creare infrastrutture competitive, oppure dar vita a manifestazioni attrattive, folkloristiche e spettacolari.
Con la natura e l’agricoltura che sono tanto generose e le preziose tradizioni, il business è fatto: a chi non piace la cucina pugliese specie se i menu sono davvero turistici. Perché non valorizzare le splendide masserie? Senza contare che per far delirare i giovani in vacanza, un dj giusto e una discoteca di tendenza, tirano più… di un carro di buoi?
Insomma, alla fine, aldilà delle iniziative e della intraprendenza della giunta municipale, il vecchio adagio, chiodo scaccia chiodo, ci azzecca sempre, bisogna insistere.
Un esempio su tutti. Predappio, amena cittadina sull’Appennino romagnolo, da quando ha rispolverato i suoi castelli, fa sempre Sold Out, non solo d’estate. E dire che fino a qualche anno fa, non c’era un B&B, ed era meta apprezzata solo da turisti particolarmente nostalgici…
L’opus