(Adnkronos) – Erano in crociera a bordo della ‘Duke of York’ Monica Montefalcone e sua figlia Giorgia Sommacal, Gianluca Benedetti, Federico Gualtieri e Muriel Oddenino. I cinque italiani morti nell’atollo di Vaavu, alle Maldive, stavano partecipando a un’attività subacquea nei pressi di Alimathaa, una delle località più frequentate dagli appassionati di diving. Probabilmente in quel momento si trovavano in una grotta, a circa 60 metri di profondità.
Le autorità hanno confermato l’apertura di un’indagine per chiarire le cause dell’incidente. Nell’area dell’immersione era in vigore un’allerta gialla diramata dal servizio meteorologico delle Maldive, a causa del mare mosso e del peggioramento del tempo.
La Forza di difesa nazionale delle Maldive ha precisato che l’area dell’intervento è ad altissimo rischio e sono stati inviati sul posto equipaggiamenti speciali per le operazioni di recupero, insieme alla nave della Guardia costiera ‘Ghaazee’.
La Duke of York, 36 metri di lunghezza, era salpata per una crociera di una settimana la scorsa domenica, 10 maggio dal porto della capitale delle Maldive, Malè. Gestita da operatori stranieri e specializzata in crociere subacquee, è un liveaboard di lusso che offre tutto l’anno immersioni nelle acque delle Maldive.
A fine gennaio 2026 sono arrivati dall’Italia nelle Maldive 23.171 turisti (erano 19.780 a gennaio 2025), dato che fa dell’Italia il secondo Paese al mondo per arrivi, subito dopo la Russia e prima della Cina. Alimathaa, l’isola nei pressi della quale sono morti i cinque italiani, è rinomata come una delle località più frequentate dagli appassionati di immersioni. L’isola, che ospita un rinomato resort privato, fa parte dell’atollo di Vaavu, a circa 65 chilometri a sud di Malè ed è raggiungibile tramite barca, con una navigazione di circa un’ora e mezza, oppure con un volo in idrovolante di circa 20-30 minuti.
Monica Montefalcone, 51 anni, ricercatrice Unige, lavorava presso il Distav, Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Genova. Era partita insieme alla figlia, Giorgia Sommacal, 23 anni. Muriel Oddenino, 31 anni, era una collega di Monica Montefalcone. Specializzata in Ecologia marina, aveva conseguito la laurea triennale all’università di Torino per poi concludere gli studi nell’ateneo del capoluogo ligure. Appassionata di immersioni era coautrice di ricerche scientifiche focalizzate sulla conservazione degli ecosistemi marini.
Gianluca Benedetti, nato a Padova, dopo una lunga esperienza nel mondo delle banche e della finanza, aveva deciso di cambiare vita e di trasformare la subacquea, una sua passione di lunga data e impegno lavorativo già svolto da molti anni come part time in Italia, in un’attività a tempo pieno. Federico Gualtieri era un istruttore di sub. Si era laureato in Scienze biologiche all’università di Genova lo scorso marzo. Originario di Omegna, nel Verbano Cusio Ossola, all’ateneo del capoluogo ligure aveva frequentato il corso di laurea magistrale in Biologia ed ecologia marina.
Tra le ipotesi avanzate da alcuni esperti di immersioni c’è quella della cosiddetta ‘tossicità da ossigeno’ o iperossia, una condizione che può verificarsi con un’esposizione prolungata o ad alta pressione a elevate concentrazioni di ossigeno durante immersioni profonde. Il fenomeno può provocare danni ai tessuti e colpire il sistema nervoso centrale, causando perdita di coscienza, convulsioni e altri gravi effetti neurologici. Al momento, tuttavia, si tratta soltanto di una possibilità non confermata dalle autorità.
Alfonso Bolognini, presidente della Simsi (Società italiana di Medicina subacquea ed iperbarica), ha avanzato – sottolineando però di non avere elementi concreti e diretti – anche l’ipotesi di un possibile attacco di panico ricordando l’aspetto psicologico, “dentro una grotta a 50 metri di profondità. Basta un problema a un operatore o un attacco di panico a un sub, che l’agitazione genera la torbidità dell’acqua e può peggiorare la visibilità. In questi casi – avverte il medico – la componente di panico potrebbe far commetere degli errori anche fatali”.
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