L’Italia si conferma leader europeo dell’economia circolare, ma resta fortemente dipendente dall’estero per l’approvvigionamento di materie prime strategiche. È il quadro che emerge dall’8° Rapporto del Circular Economy Network, presentato alla Conferenza Nazionale sull’Economia Circolare 2026 a Roma, dove è stato ribadito come la transizione circolare non sia più soltanto una scelta ambientale, ma una necessità industriale e geopolitica. Il rapporto evidenzia come l’Italia abbia raggiunto un tasso di utilizzo circolare di materia (CMU) del 21,6%, il più alto in Europa. Spicca il modello virtuoso di Conou che rigenera oltre il 98% degli oli minerali usati raccolti. Tuttavia, il Paese continua a dipendere per il 46,6% da materie prime trasformate importate, con una spesa che nel 2025 ha sfiorato i 600 miliardi di euro. La media europea è del 22,4%.
Economia circolare: presentato il Rapporto del Circular Economy Network

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