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Farmaceutica, export e ricerca trainano la crescita: talk su investimenti, accesso e competitività

viviana miccolis
Last updated: Maggio 22, 2026 9:25 am
viviana miccolis

(Adnkronos) – Investimenti in ricerca e innovazione, accesso alle cure e ruolo strategico dell’industria farmaceutica nel nostro Paese. Questi i temi al centro del talk ‘Farmaci, la sfida della competitività tra innovazione e sostenibilità’, il primo appuntamento del ciclo di incontri ‘Equilibri e prospettive del sistema salute’, promosso da Adnkronos con il contributo non condizionante di Farmindustria disponibile online. All’incontro, moderato dal vicedirettore Fabio Insenga, hanno partecipato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, il presidente di Farmindustria, Marcello Cattani, e il direttore dell’Ufficio Relazioni internazionali di Aifa – Agenzia italiana del famaco, Armando Magrelli.  

Nel suo intervento, il ministro Urso ha ribadito la scelta del governo di riconoscere la farmaceutica come comparto industriale strategico: “L’industria farmaceutica rappresenta la dimostrazione concreta di come si possa vincere la sfida dell’innovazione: è il settore che più cresce nelle esportazioni ed è quello che risulta più attrattivo per gli investimenti esteri nel nostro Paese, oltre a essere anche quello che investe maggiormente in innovazione e ricerca. Dobbiamo farne un esempio, un modello di politica industriale”. Il ministro ha poi sottolineato la resilienza del sistema produttivo nazionale in uno scenario globale complesso. L’Italia, “in questa fase di instabilità e di conflitti, appare più competitiva di altri Paesi europei”. “Nel 2025 – ha spiegato – nonostante guerre commerciali e conflitti armati che coinvolgono diverse aree del mondo, le esportazioni italiane sono cresciute negli Stati Uniti del 7,2%, la migliore performance tra i Paesi europei, trainate anche dal settore farmaceutico. A livello globale le esportazioni sono cresciute del 3,3%, consentendo all’Italia di avvicinarsi al Giappone come quarto Paese esportatore mondiale, con un divario ormai ridotto. Parallelamente, sono aumentati gli investimenti esteri in Italia di oltre il 12% negli ultimi anni, insieme agli investimenti in Borsa, alla crescita dei titoli di Stato italiani e all’aumento dei flussi turistici”. 

Anche il presidente di Farmindustria ha rimarcato il peso crescente del comparto farmaceutico nell’economia nazionale: “La forza della farmaceutica è la sua capacità di fare innovazione – ha evidenziato Cattani – di avere competenze da Sud a Nord del Paese. Vale, in investimenti in ricerca e sviluppo, oltre 4,5 miliardi di euro ogni anno tra ricerca clinica e tecnologia industriale. Oggi l’industria farmaceutica è il cuore della crescita manifatturiera italiana, con 74 miliardi di euro di produzione industriale nel 2025 e ben 70 di export. Il tutto con un dato molto positivo per la nuova occupazione: una crescita di quasi 2 punti percentuali da un anno all’altro”. 

Il presidente di Farmindustria ha poi richiamato il contesto geopolitico e le conseguenze del modello Most Favored Nation (Mfn) introdotto dagli Stati Uniti, che lega il prezzo dei farmaci a quello praticato nei Paesi che hanno un reddito pro-capite paragonabile e dove il costo è più basso. “Gli Usa – ha ricordato Cattani – hanno avviato nel 2025 un cambiamento profondo degli equilibri globali della ricerca e dello sviluppo e dell’organizzazione della filiera, con l’obiettivo di rafforzare la propria sovranità e ridurre le dipendenze, soprattutto dall’Europa”. “L’industria farmaceutica e la filiera della salute sono fortemente interconnesse a livello mondiale per competenze, materie prime, ricerca e sviluppo – ha precisato – Isolare il tema Mfn da questo quadro non permetterebbe di avere una visione d’insieme, perché si inserisce in uno scenario in cui diventa necessario cambiare approccio in modo radicale nella gestione dell’innovazione”.  

“Manca ancora una vera logica value-based a livello regolatorio che consenta percorsi più rapidi – ha ammonito Cattani – Oggi, ad esempio, non esiste un meccanismo strutturato di early access per vaccini e farmaci innovativi per i cittadini italiani. In Europa e in Italia i tempi di accesso e rimborso restano lunghi e frammentati, e si sommano a sistemi regionali disomogenei. Per questo diventa centrale superare una logica basata solo su costo e sconto, e spostarsi verso un approccio più orientato al valore dell’innovazione, anche affrontando nodi strutturali come il payback. Difendere la ricerca clinica e l’innovazione significa anche rafforzare la capacità produttiva e garantire ai cittadini l’accesso ai risultati della ricerca”. 

Dal punto di vista regolatorio, Magrelli ha posto l’accento sul il ruolo dell’Aifa nei processi europei e internazionali. “L’Europa sta modificando i propri assetti normativi per stare al passo con l’innovazione farmaceutica con interventi come il Critical Medicines Act, il Biotech Act e la riforma della legislazione farmaceutica. Sono interventi avviati dagli stakeholder con l’obiettivo di colmare il divario rispetto a un’innovazione che avanza a una velocità sempre più difficile da definire e governare”.  

Secondo il direttore dell’Ufficio Relazioni internazionali dell’ente regolatorio nazionale, il riconoscimento del valore passa anche da strumenti concreti di accelerazione come gli studi clinici che rappresentano oggi una leva fondamentale per consentire ai pazienti di accedere più rapidamente alle cure innovative. Sul farmaco, Magrelli ha osservato: “L’obiettivo è rafforzare una logica di valore. Il prezzo da solo non può essere sufficiente a rappresentarne l’impatto, sia per i sistemi sanitari sia per le imprese, perché incide anche sulla programmazione industriale e sugli investimenti. Il valore del farmaco si costruisce lungo tutta la filiera, a partire dalla ricerca e dallo sviluppo, soprattutto quando questa è condotta in ambito europeo. Per questo le istituzioni europee e nazionali stanno lavorando per velocizzare i processi regolatori, garantendo da un lato certezza dei tempi e dall’altro certezza del valore riconosciuto. In questo contesto si inserisce anche la necessità di poter rivedere nel tempo il valore dei farmaci: un tema complesso, ma centrale per l’evoluzione dei sistemi di accesso e rimborso”, ha chiosato. 

E proprio i temi dell’innovazione, della velocità decisionale e della capacità di competere a livello globale restano quindi centrali per il futuro del settore “L’Italia ha rafforzato la propria attrattività per gli investimenti industriali e può giocare un ruolo competitivo, ma solo se riesce a tenere insieme in modo coerente innovazione, regolazione e politica industriale, perché gli eventi che accadono nel mondo ci portano a prendere delle decisioni e devono essere decisioni di sistema, nell’interesse e nella tutela della sicurezza dei cittadini ma anche delle imprese”, ha concluso Cattani.  

Rivedi il talk: https://www.youtube.com/watch?v=YAaOlpfdnGE 

—

salute

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

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