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I Mondiali 2030 comprenderanno 64 squadre e non solo 48 come è accaduto per la Coppa del Mondo 2026 appena conclusa. Ad anticipare l’ulteriore svolta extralarge della competizione è Alejandro Dominguez, presidente della Conmebol, la confederazione sudamericana.
“La prossima si gioca in casa! Nel 2030 arriva il Mondiale di Uruguay, Argentina e Paraguay. Un grande opportunità per il calcio, per celebrare il Centenario della Coppa del Mondo con una competizione con 64 squadre”, scrive su X il dirigente accendendo i riflettori sul torneo in programma tra 4 anni. I Mondiali 2030 celebrano il centenario della prima edizione e saranno spalmati tra 6 paesi e 3 continenti. Si gioca almeno una gara in Uruguay, Argentina e Paraguay. Poi, avanti in Spagna, Portogallo e Marocco: i 3 paesi tra Europa e Africa sarebbero le sedi di altre 101 partite se la competizione fosse riservata a 48 squadre. L’allargamento a 64 Nazionali cambia tutto: per i 3 paesi sudamericani, si apre la possibilità di ospitare un intero girone e non un solo match a testa.
L’idea di un super Mondiale a 64 squadre è stata proposta da Dominguez già lo scorso anno. La Fifa prevede che un continente possa ospitare la Coppa del Mondo solo una volta ogni 3 edizioni. Il Sudamerica ha organizzato i Mondiali del 2014 in Brasile. Nel 2018 è toccato alla Russia e quindi all’Europa, nel 2022 al Qatar con un torneo in Asia e il 2026 ha segnato il ritorno della World Cup in Centro e Nordamerica. L’edizione 2030 si profila come un ponte tra Sudamerica, Europa e Asia.
“Questo è sicuramente un tema che verrà esaminato e discusso nelle commissioni competenti dopo questi Mondiali. Quando si organizza una Coppa del Mondo, è importante farlo per tutto il mondo e non solo per Europa e Sudamerica”, ha detto recentemente il presidente della Fifa, Gianni Infantino, alla testa svizzera Bluewin. Per il presidente della Fifa, “ogni paese dovrebbe avere la possibilità di sognare di partecipare al Mondiale”. L’allargamento del torneo a 48 squadre, ha detto, si è rivelato un successo: chi temeva che i Mondiali avrebbero proposto uno spettacolo scadente nella prima fase è stato smentito. “Si può verificare che la qualità delle squadre è estremamente elevata e continua a migliorare in tutto il mondo. Se non si dà ai paesi più piccoli la possibilità di partecipare ai Mondiali, non ci sarà lo stimolo per continuare a migliorare”, ha aggiunto il dirigente elvetico. Un Mondiale a 64 squadre qualificherebbe di fatto un quarto delle Nazionali esistenti: una chance extra per le ‘piccole’ o per chi, come l’Italia, ha fallito sul campo l’obiettivo di accedere alla fase finale nelle ultime 3 edizioni.
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