Osteoporosi e Demenza: C’è un Collegamento?
Il dott. Flace ha condotto un nuovo approfondimento legato alla ricerca scientifica relativo in particolare all’osteoporosi e alla demenza, due condizioni cliniche che impattano significativamente la qualità della vita, soprattutto in età avanzata.
Ma esiste una correlazione tra la fragilità delle ossa e la salute del cervello? Il suo recente studio getta luce su questa interessante questione.
L’osteoporosi è una patologia caratterizzata da una ridotta densità minerale ossea, che rende le ossa più fragili e suscettibili a fratture. Si parla di osteoporosi “severa” quando si è già verificata almeno una frattura.
Questa condizione deriva da uno squilibrio tra l’attività degli osteoblasti, cellule che costruiscono nuovo tessuto osseo, e degli osteoclasti, responsabili del riassorbimento osseo.
La demenza, d’altra parte, è una condizione neurologica causata da diverse patologie cerebrali degenerative. Si manifesta con un deficit cognitivo che può includere la perdita di memoria (a breve e lungo termine), difficoltà nelle funzioni esecutive (pianificazione, pensiero astratto, giudizio), alterazioni del linguaggio e incapacità di riconoscere oggetti o persone.
La domanda cruciale è: le ossa fragili rendono fragile anche il cervello? Per cercare una risposta, il professor Karel Kostev ha condotto uno studio significativo, confrontando 29.983 persone con osteoporosi con un gruppo di pari dimensioni di individui senza la patologia ossea.
I risultati, ottenuti dopo 20 anni di follow-up, sono stati sorprendenti:
Tra le donne, il 20,5% di quelle con osteoporosi ha ricevuto una diagnosi di demenza, rispetto al 16,4% di quelle senza problemi ossei.
Anche tra gli uomini, sebbene l’osteoporosi sia meno diffusa, il 22% di coloro che ne soffrivano ha sviluppato demenza, contro il 14,9% del gruppo di controllo.
Cosa significano questi dati? Sebbene lo studio indichi che osteoporosi e demenza possono coesistere e che la prima potrebbe essere associata a un rischio maggiore di sviluppare la seconda, non si tratta, al momento, di un rapporto di tipo causale diretto. In altre parole, non è l’osteoporosi a “causare” la demenza in modo intrinseco.
La chiave di lettura risiede invece in un’origine comune: lo stile di vita. Molti dei fattori che influenzano la salute delle ossa sono gli stessi che impattano la salute del cervello.
Elementi come alimentazione, fumo
consumo di alcol, livello di attività fisica
giocano un ruolo fondamentale in entrambe le condizioni.
Un sano stile di vita può, quindi, essere un potente alleato nella prevenzione sia dell’osteoporosi che di alcune forme di demenza.
Il Dott. Paolo Flace è un medico chirurgo ed esperto in Neuroscienze Cliniche. È professore a contratto di Fisiologia e Neurofisiologia presso la Scuola di Medicina dell’Università di Bari “Aldo Moro” e di Neuroscienze cliniche presso il Consorzio Universitario Humanitas.
Le sue ricerche si concentrano su tematiche come il cervelletto e l’influenza del caldo sulla salute mentale. Ha pubblicato diversi articoli su riviste scientifiche ed ha partecipato come relatore e moderatore a numerosi convegni.
La sua infinita passione per la ricerca scientifica nell’ambito delle neuroscienze lo vede costantemente impegnato professionalmente, giorno e notte nei giorni lavorativi e persino nei periodi festivi.
Le neuroscienze sono un vasto campo di studi scientifici che si dedicano alla comprensione del sistema nervoso in tutte le sue sfaccettature.
Questo include l’analisi di aspetti strutturali, funzionali, evolutivi, cellulari, molecolari, cognitivi e comportamentali. L’obiettivo principale è svelare i misteri del cervello e del suo funzionamento, sia in condizioni di salute che di malattia.
Le neuroscienze non sono una disciplina unica, ma un insieme multidisciplinare che attinge a diverse scienze per fornire una visione completa del sistema nervoso. Alcuni degli ambiti principali sono:
Neuroscienze molecolari e cellulari: Si concentrano sullo studio dei neuroni e delle loro interazioni a livello molecolare e cellulare. Indagano il ruolo dei neurotrasmettitori, la trasmissione dei segnali e la biologia delle cellule nervose.
Neuroscienze cognitive: Fondono la psicologia con le neuroscienze per studiare le basi neurali dei processi mentali, come la memoria, il linguaggio, l’attenzione e la coscienza.
Neuroscienze comportamentali: Esplorano le basi biologiche del comportamento, analizzando il modo in cui il sistema nervoso controlla le azioni e le reazioni.
Neuroscienze computazionali: Utilizzano modelli matematici e simulazioni al computer per comprendere il funzionamento del cervello e delle reti neurali.
Neuropsicologia: Valuta e tratta i disturbi cognitivi e comportamentali che derivano da lesioni o malattie cerebrali.
Le neuroscienze e la psicologia sono strettamente interconnesse. Mentre la psicologia si concentra sullo studio dei processi mentali e del comportamento a un livello più ampio, le neuroscienze forniscono la spiegazione biologica e fisica di questi processi. Ad esempio, le neuroscienze cognitive cercano di identificare quali aree cerebrali si attivano durante un compito di memoria (psicologia), fornendo così la base biologica del fenomeno. La comprensione dei meccanismi neurali alla base di emozioni, percezioni e decisioni è cruciale per la psicologia moderna e per lo sviluppo di terapie efficaci per le malattie neurologiche e psichiatriche.
Le neuroscienze rappresentano un vasto e affascinante campo di studi scientifici dedicati alla comprensione del sistema nervoso in ogni sua sfaccettatura.
Lungi dall’essere una disciplina unica, le neuroscienze si configurano come un insieme multidisciplinare che attinge a diverse scienze per fornire una visione completa di come funziona il nostro cervello.
L’obiettivo principale è svelare i misteri di questo organo straordinario, esplorando la sua struttura e le sue funzioni a livello molecolare, cellulare, cognitivo e comportamentale, sia in condizioni di salute che di malattia.
Questo campo di studi si interseca profondamente con la psicologia, fornendo le basi biologiche e fisiche per comprendere i processi mentali e il comportamento umano, dalle emozioni al linguaggio, fino alla memoria e alla coscienza.
La stretta interconnessione tra neuroscienze e psicologia è fondamentale per lo sviluppo di terapie efficaci e per la cura delle malattie neurologiche e psichiatriche.
Ma di ulteriori approfondimenti in tal senso parleremo in seguito con il dott.Flace che ci illustrerà nuove ricerche.
Viviana Miccolis
