Nel post partita dell’amichevole tra Bari e Salernitana, Valerio Di Cesare è il primo a rilasciare delle dichiarazioni.
“Come ho detto prima qui ho vissuto emozioni indescrivibili, pur essendo stato lo scorso anno un po’ negativo.”
Per Di Cesare è ancora tutto difficile da realizzare: la fine di una carriera e l’inizio di un nuovo percorso con la costante voglia di indossare una divisa da gioco per dare il proprio contributo attivamente.
Certo, la piazza rende ancor più complesso il percorso perchè, a detta dell’ex capitano, si parla di un ambiente importante che gli ha lasciato impresse nel cuore sensazioni mai percepite e vissute al di fuori di Bari.
“Ringrazio tutti quanti per avermi dimostrato affetto e perché continuano a dimostrarlo.”
Sulla presenza di sole 7449 persone al San Nicola, Valerio guarda il bicchiere mezzo pieno:
“Non mi aspettavo invece venissero così tanti per un’amichevole, è pur sempre il 31 luglio.
Tra 15 giorni si comincia e dobbiamo concentrarci, quindi va bene così.”
Il Bari schierato in campo ha convinto il dirigente biancorosso sia per prestazione, soprattutto nel primo tempo, sia per identità.
“Questo Bari mi è piaciuto perchè vedo che i ragazzi stanno mettendo in atto le idee dell’allenatore.”
Conferma anche l’arrivo di qualche altro giocatore, ma il fulcro del discorso di Di Cesare verte su una parola chiave: IDENTITA’.
Nello specifico, parere positivo su due new entry nel roster biancorosso, Favasuli e Sgarbi:
” Sono giovani che ascoltano, mettono in pratica e questi sono i giocatori che piacciono a Valerio. Sugli uomini, quest’anno, spero di non aver sbagliato.”
E’ inutile nascondere che i tifosi biancorossi, per quest’anno sportivo, stanno riversando molta responsabilità sulla figura di Di Cesare:
“Io quando ho deciso di intraprendere questo ruolo nella società, sapevo che avrei avuto tanta responsabilità ma questo mi rende felice.
Insieme al direttore ed a tutti gli altri stiamo facendo un percorso.”
La fascia da capitano è passata dal braccio di Di Cesare, a quello di Vicari:
“La scelta di Vicari come capitano, non è dipesa da me da solo dal mister in base a ciò che ha visto nel ritiro di Roccaraso.”

Voce all’allenatore Moreno Longo che aveva dichiarato nelle conferenze precedenti, l’intenzione di volere una squadra semi completa già dal ritiro:
“La mia preoccupazione è che mi sarebbe piaciuto inserire questi giocatori nella squadra dal principio.
Questi 4-5 giocatori che dovranno arrivare, credo arriveranno perché so come sta lavorando la società.
Mi sto concentrando sul lavoro e non sull’arrivo.
Questo mercato aperto fino al 31 agosto crea problemi a qualsiasi allenatore perché l’arco temporale è troppo ampio.”
Sul roster a disposizione tanta fiducia, in primis sull’innesto Benali- Maiello e poi sul giovane Lasagna, avente un backgroup importante.
Longo è perfettamente consapevole della strada lunga ed in salita che attende la sua squadra, ma la positività risiede nel aver visto la ricezione dei concetti espressi da parte dell’intero gruppo.
Parole di elogio e grande stima nei riguardi del nuovo capitano del Bari, Francesco Vicari: umile, leader, valoriale e quindi idoneo alla fascia.
Sul rapporto con i tifosi il discorso è stato espresso al meglio con un paragone:
“Il tifoso deve fare come una madre fa con il proprio figlio: seguirlo, supportarlo, sostenerlo.”
Claudia Santoro
