DALL’ANTICA GRECIA A NOI
Corpi Femminili nel Mito e nella Storia: Uniba Avvia il Racconto della Violenza e dell’Amore
Bari/Bitonto – Un viaggio intenso e multidisciplinare attraverso le figure femminili archetipiche dell’antichità, per tracciare un filo rosso che leghi la violenza e l’amore nel mito greco alla sensibilità contemporanea. È questo il cuore del ciclo di convegni, studi e performance “I Corpi femminili nel mito e nella storia: dalla Grecia antica a noi”, promosso dall’Università degli Studi di Bari Aldo Moro.
L’articolato programma in tre giornate – iniziato il 24 ottobre a Bari e proseguito il 30 novembre al Teatro Traetta di Bitonto, con un gran finale previsto il 9 novembre con la performance “Eroine allo specchio” – si è rivelato un “imperdibile viaggio nell’anima femminile” che fa dialogare letteratura, teatro, editoria e musica in una prospettiva intersezionale.
🏛️ Dalle Figure Archetipiche alla Riflessione Attuale
L’iniziativa, promossa dal Dipartimento di Ricerca e Innovazione Umanistica (DIRIUM) e inserita nel cartellone del prestigioso “Traetta Opera Festival XX edizione”, ha messo al centro figure mitiche come Alcesti, Deinaira, Antigone, Clitemnestra e Aretusa. Queste eroine, capaci di offrire spunti di riflessione attuali e profondi, sono state analizzate grazie al contributo di un panel di docenti e ricercatori di diverse università italiane.
L’emozione e la partecipazione sono state palpabili fin dalla prima giornata nell’Aula Starace, dove “un pullulare di studenti, sguardi attenti e vigili” ha colto le sottili sfumature emotive dei relatori. L’evento ha voluto rendere omaggio anche alla memoria della professoressa Cia Vangi Drago, storica docente di Latino e Greco a Molfetta, a cui è stata dedicata idealmente la triade di giornate.
❤️ Sacrificio, Eros e Gelosia: Le Lezioni del Mito
Il pomeriggio letterario ha visto due contributi centrali dedicati a figure di estrema complessità morale:
Alcesti, l’Amore Disinteressato: La Professoressa Adele Cozzoli (Università Roma Tre) ha incentrato le sue riflessioni sul mito di Alcesti, emblema di amore coniugale incondizionato. Il suo gesto estremo – l’essersi sacrificata per il marito Admeto, ottenendo il ritorno dall’Ade grazie a Eracle – è stato analizzato nel contesto del Simposio di Platone. Il filosofo Fedro elogia l’azione di Alcesti come “l’esempio supremo di amore disinteressato e dedizione”, una forma di Eros puro e altruistico che supera il legame di sangue e la paura della morte.
Deianira e Antigone, Conflitti e Distruzione: La Professoressa Sotera Fornaro (Università della Campania Vanvitelli) ha esplorato la figura enigmatica di Deianira, l’involontaria assassina di Eracle. Mossa da folle gelosia e ingannata dal centauro Nesso, il suo atto di disperazione culminato nel suicidio è stato letto attraverso la tragedia Le Trachinie di Sofocle, evidenziando la sua sofferenza innocente.
⚖️ Il Valore del Corpo Morto: L’Esempio di Antigone
La Prof.ssa Fornaro ha poi tracciato un potente parallelismo con la figura di Antigone, riattualizzandone il dramma. Nella tragedia di Sofocle, Antigone si scontra con l’intransigenza del potere (Creonte) pur di seppellire il fratello Polinice, affermando la legge dell’amore e della moralità familiare.
“A dar valore ad un corpo morto è l’amore,” ha riferito la docente.
Il corpo di Antigone, condannata a morte e suicidatasi per sfuggire a una lenta agonia, diventa il “simbolo potente dell’amore che si scontra con l’intransigenza del potere e della legge”, portando alla distruzione di un’intera famiglia, compresi il promesso sposo Emone e la madre Euridice. Il mito si conclude con l’affermazione che il corpo della donna, nel suo sacrificio, rappresenta il culmine della resistenza etica.
L’iniziativa, che ha saputo creare un ponte tra l’erudizione classica e i temi contemporanei di violenza, sacrificio e femminilità, si concluderà il 9 novembre.
