di Giuseppe Romito
Si è svolto nella suggestiva cornice di Villa Romanazzi Carducci l’incontro dedicato all’ultimo libro di Nicola Bottiglieri, Recitare l’Infinito a Capo Horn. L’evento rientrava nel programma della rassegna letteraria “Lo Scrittore, il Libro, il Lettore”, svoltasi tra il 31 gennaio e il 1° febbraio 2026, promossa dalla Federazione Unitaria Italiana Scrittori (FUIS).

Il viaggio come esperienza totale
Nel dialogo con Giuseppe Romito di MG Radio, Bottiglieri ha offerto al pubblico un’anteprima intensa, ricca di riferimenti letterari e storici. Al centro del libro emerge il viaggio della vita: un percorso in cui l’autore porta con sé i propri anni come una casa. Da qui nasce la potente metafora della chiocciola, l’animale che “si porta la casa appresso”, simbolo del viaggiatore autentico che non si limita ad attraversare i luoghi, ma li vive profondamente.

La chiocciola diventa così anche un manifesto contro il turismo “mordi e fuggi”. Per conoscere davvero un luogo, suggerisce Bottiglieri, bisogna farlo “con il corpo, con l’addome”, quasi strisciando sulla terra, assorbendone il senso più profondo. Un’idea di viaggio lento, consapevole, opposta alla superficialità della fruizione rapida.
Tra epistolario e web: un ponte tra generazioni

La metafora si arricchisce di un ulteriore livello simbolico: la chiocciola richiama anche il segno della “@”, emblema della comunicazione digitale. Recitare l’Infinito a Capo Horn si configura infatti come un moderno epistolario, in cui un narratore anziano dialoga via web con un giovane, Thomas Zandonai. Ne nasce un ponte ideale tra generazioni, tra memoria ed esperienza da un lato, e futuro dall’altro.
Lo scrittore e la pace
A seguire, un secondo incontro, sempre all’interno della rassegna FUIS e dedicato al tema “Il ruolo dello scrittore per la pace”, ha visto confrontarsi il presidente della FUIS, Natale Antonio Rossi, e Nicola Bottiglieri. A moderare il dialogo è stato ancora una volta Giuseppe Romito, conduttore della trasmissione letteraria Pickwick.
In un mondo frammentato dai conflitti e dominato dalla forza pervasiva delle immagini digitali, il dibattito ha posto interrogativi cruciali: quale spazio resta oggi alla parola scritta? E soprattutto, lo scrittore ha un dovere morale di schierarsi per la pace? Domande aperte, sensibili, che hanno attraversato l’incontro e coinvolto il pubblico in una riflessione profonda sul valore etico della scrittura.
Un appuntamento che continua
La rassegna “Lo Scrittore, il Libro, il Lettore” tornerà a Bari il prossimo anno, ancora una volta nella cornice di Villa Romanazzi Carducci, confermandosi come uno spazio prezioso di confronto tra autori, lettori e idee. Un luogo dove la parola, ancora oggi, prova a resistere e a costruire ponti.
