Il 27 Aprile, al teatro Abeliano di Bari è andata in scena “la Portapannera” Commedia in 2 atti a regia e stesura di Nico Salatino, accompagnato nell’interpretazione da grandi nomi come Anna Maria Tisci, Antonella Genga, Lucia Coppola, Luca Mastrolitti,  Flora Marasciulo, Francesco Cesario, Desire’e Magrini, Angelo Maurantonio, Valentina Portoghese, Gabriele Raspatelli e Giovanni Trizio. Tecnico audio/luci Damiano Loreto Pentassuglia. Scene e Costumi Monica Angiuli. Organizzazione/Comunicazione Gianni Pantaleo. Web press Anna Landolfi.

Il fatto di cronaca portato in scena è realmente accaduto il 27 aprile del 1898. A causa di un aumento di soli 2 centesimi sui cinque soldi soliti. All’epoca la povertà era vera, la fame era una compagna di vita assidua.


La disperazione porta la gente ad insorgere ribaltando di fatto gli equilibri di potere. Lei, Anna Quintavalle, a capo di tutta la rivoluzione durata qualche giorno, il suo soprannome diverrà La Portapannera.
Quando il giudice la chiederà chi ha cominciato lei asserirà di essere l’unica ad aver cominciato la rivolta.

L’opera è interamente in vernacolo, divisa in 2 atti. Nel primo atto vediamo una caratterizzazione dei personaggi tipici del panorama cittadino del borgo antico di fine milleottocento. I protagonisti, con vesti bianche, delineano una Bari che non esiste più con altrettanti mestieri ed usanze dissolti dal tempo. Nel secondo c’è il vero fatto storico. Gli attori vestono panni colorati, la scena prende vigore, la rivolta infiamma la scena fino al suo epilogo.

la drammatizzazione, quindi, si è svolta proprio nello stesso giorno della sua ricorrenza. L’abeliano era colmo di curiosi, tutti giunti per assistere a questa commedia che, come tutte quelle meglio riuscite, hanno un retrogusto amaro.

F.R.P.

Foto. Angela Maggio

Un pensiero su “La Portapannera, Commedia in 2 atti di Nico Salatino”
  1. Complimenti per l’articolo ben scritto e dettagliato! Hai sapientemente catturato l’essenza e l’atmosfera dell’evento teatrale, trasmettendo al lettore l’emozione e la ricchezza della performance. La tua descrizione vivida e coinvolgente ha reso tangibile l’esperienza teatrale, rendendo giustizia alla complessità e alla profondità del lavoro svolto sul palcoscenico.

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