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Giustizia, un referendum bello è possibile

Giustizia, un referendum bello è possibile.

Chiedere direttamente agli italiani di riformare la giustizia: non ci potrebbe essere momento migliore.
Il sistema descritto da Palamara, l’imbarazzante silenzio di Mattarella, le strane storie del CSM, la ministra Cartabia che non è un fulmine di guerra. Dunque, una raccolta di firme organizzata dall’inedita joint-venture leghisti e radicali. La primizia è stata annunciata ieri sera a Porta a Porta dal leader della Lega. Perché la via referendaria? Secondo Salvini il PD è troppo legato oltre che molto grato alle toghe rosse. Il movimento cinque stelle invece, non si sa bene ancora se è carne o tonno…
Come superare il tradizionale insormontabile scoglio della ammissibilità dei quesiti? Abolizione della Severino, divisione delle carriere tra giudici e pm, responsabilità penale dei magistrati: quasi tutti argomenti già ammessi dalla Consulta. Cosa accadrà ora? I partiti, naturalmente si divideranno tra il sì e del no. Mentre lega e radicali raccolgono le firme, in particolare il PD forse vorrà dare un’accelerazione ai lavori parlamentari. Vincano i migliori, anzi i più veloci! Gli italiani questa giustizia non la reggono più.
L’opus

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