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Massimo De Luca si presenta alle squadre del sud Italia per la candidatura alla Presidenza.

Anche i vertici del Baseball pugliese presente alla Videoconferenza via Zoom.

Massimo De Luca, giornalista e conduttore radiofonico e televisivo, già direttore di Rai Sport e prima ancora responsabile dei servizi sportivi di Mediaset, ha avanzato ufficialmente la sua candidatura alla presidenza della Federazione Italiana Baseball Softball. De Luca, 70 anni, romano, è stato giocatore di baseball nelle file della Lazio e, costretto a interrompere l’attività agonistica nel 1970 per i primi impegni della carriera giornalistica, ha continuato a coltivare la passione per questo sport cui ha avviato, da ragazzi, entrambi i suoi figli, la sorella (softball) e il cognato noto manager di softball.

Nel corso della sua carriera, ha scritto e parlato di baseball in occasione di eventi internazionali (Europei, Mondiali, Olimpiadi, Coppa dei Campioni), ed e’ stato l’unico Direttore di Rai Sport ha portare la World Series (la fase finale del campionato professionistico americano di baseball, che si svolge annualmente dal 1903 per decretare la squadra campione della Major League Baseball MLB) nella televisione italiana.

L’assemblea elettiva della Federazione si terrà a Firenze il 7 novembre e a tal proposito lo scorso 26 ottobre si è tenuta sulla piattaforma zoom un incontro tra i responsabili del baseball del sud Italia e il candidato Presidente Massimo De Luca.

L’incontro ha inizio con la presentazione del candidato da parte di Lucio Taschin componente del comitato regionale del Baseball in Veneto e con un grande passato da giocatore di serie A e che da il benvenuto ai numerosi ospiti . Presenti alla Video Conferenza i vertici del Baseball pugliese: Enzo Serino segretario generale del Baseball Club Bari Warriors, Antonio Maggio dei Tritons Taranto e delegato regionale CNT e Fabio Corsano di Matino (Le) delegato Fibs Puglia. A rappresentare la Sicilia e candidato al consiglio federale Antonio Consiglio e per la Regione Campania Michele Corbo, da Salerno e Mimmo Rotili da Caserta, oltre numerosi rappresentati delle società di Rivello, dei tecnici e dei giocatori del sud Italia presenti alla video conferenza.

Esordisce De Luca: «Dopo attenta riflessione, e non poche esitazioni iniziali ho accolto la proposta, avanzatami da un gruppo di dirigenti e appassionati, di candidarmi alla presidenza della FIBS. Ho preso questa decisione, in nome di una passione per questo bellissimo sport che coltivo da più di 50 anni (il colpo di fulmine avvenne nel 1964 e tre anni dopo, a 17 anni, ero in campo con la Lazio jr ai tempi del grande Giulio Glorioso) solo dopo aver verificato alcune condizioni e aver conosciuto, e apprezzato, le caratteristiche delle persone che si erano rivolte a me. Con loro abbiamo tracciato a grandi linee un programma per cercare di restituire al baseball e al softball la diffusione e la visibilità che, negli ultimi anni, si sono sensibilmente ridotte».

Questo bellissimo sport non può permettersi di rinunciare a competenze, esperienze e professionalità solo perché espressione di un altro schieramento».

«Se il mondo del baseball e del softball riterrà di darmi fiducia, non sarò un uomo solo al comando! Punto ad agire nell’ambito di una leadership condivisa, dove ognuno porti il contributo della sua esperienza. Non ho la presunzione di interpretare la parte del Presidente che ha in tasca la ricetta miracolosa. So di non sapere alcune cose, sulle quali farò ricorso alla competenza dei dirigenti che mi affiancheranno e di conoscerne altre grazie a una cinquantennale esperienza di giornalista ai massimi livelli, avviata nel 1970, che metto a disposizione del movimento. Una cosa è certa e l’ho chiarita subito: non intendo abbandonare il giornalismo, che è stata ed è la mia vita. Piuttosto aggiungerò a quell’attività, che certamente, a 70 anni, mi assorbe molto meno che in passato, l’impegno a favore di questo sport».

Antonio Maggio, comunica che la città di Taranto ospiterà nel 2026 la XX^ edizione dei “Giochi del Mediterraneo“ e potrebbe essere una grandissima possibilità per diffondere ancora di più il baseball se ci fosse il diamante. “Sono 40 anni che c’è il baseball a Taranto e non si riesce a costruire un “Diamante”. Siamo costretti ad utilizzare un campo di calcio per le partite federali costringendo i giocatori e lo staff a preparare il diamante prima delle partite e poi rimettere tutto come prima dopo le gare”. I fondi che arriveranno per i giochi del Mediterraneo saranno utilizzati la maggior parte per la ristrutturazione dell’esistente e, eventualmente, la costruzione di qualche impianto per gli sport in calendario ai giochi; purtroppo noi non siamo presenti in tali giochi. Con il sindaco di Taranto, con il quale ci confrontiamo spesso, riteniamo opportuno un intervento da parte della Federazione affinché in questo torneo, se pur a livello dimostrativo, possa far rientrare anche il nostro sport, proprio per dare al sindaco e a noi tutti un appiglio per costruire una struttura per la nostra disciplina

Si presenta Enzo Serino del BC Bari Warriors: “Noi sul territorio ci siamo dal 1971! Una vita inascoltati dalle istituzioni perché noi, praticamente, non abbiamo un campo: per noi è difficilissimo poter fare questo tipo di attività se non fosse per la passione che ci lega e che ci spinge ad andare avanti. Sono praticamente cinquanta anni che si lavora sul territorio, in una città metropolitana che conta quasi un milione e mezzo di abitanti, tra le più grandi del sud. Mancando una struttura di riferimento, ossia il Campo da Baseball, perdiamo tutto il lavoro fatto. Noi non siamo competitivi rispetto agli altri sport, che praticamente offrono strutture ben organizzate sotto casa dei ragazzi, campi in erba sintetica, palestre, ecc. ecc., mentre noi ogni volta dobbiamo inventarci un luogo dove portare i ragazzi, tra l’altro neanche a Bari, siamo i rom dello sport! Questo perché abbiamo sempre avuto una federazione completamente assente, distaccata dalle squadre del territorio, almeno per quanto riguarda la città di Bari. Negli anni 70 e 80 tra Bari e provincia, si può dire che ci fossero oltre 200 giocatori, c’erano più di 10 squadre. Ricordo che quando c’era la Serie C si faceva prima il Campionato Provinciale e poi si accedeva alla fase Regionale quindi vi era tutta una sorta di selezione tra Bari, Foggia, Taranto e Lecce.. Squadre che erano nate grazie all’ ex presidente Bruno Beneck, anch’egli giornalista sportivo della RAI e per lungo tempo regista della “Domenica Sportiva”. In quegli anni, l’informazione sul nostro sport, attraverso i mezzi dell’epoca, tv e giornali, era incessante e martellante, suscitando interesse da parte dei giovani, ricordo quando, il lunedì mattina, dovevo recarmi di corsa presso gli studi RAI di Bari in via Dalmazia per comunicare con il giornalista Ignazio Schino i risultati regionali che dovevano andare in onda con l’intervista nel giornale radio della Puglia delle 12.30 di radio Rai 2. Credo che questo all’epoca avvenisse per tutte le regioni e non solo per la Puglia. La presenza di Beneck era asfissiante non solo nella comunicazione, ma anche presso le autorità locali ovunque si formasse una squadra; grazie a lui si è riusciti, per lo meno qui al Sud, a far costruire i campi da Baseball con l’ ‘Operazione Sole’, partita nel 1969 e ricordata anche dall’amico Mimmo Rotili di Caserta, che aveva dato vita a tante squadre al sud, tanto è vero che, tra il 1983 e 1984, grazie ai suoi interventi personali e politici sugli amministratori della città di Bari, quando fu progettato lo Stadio San Nicola di Bari nel 1987 dall’Architetto Renzo Piano, nel progetto di riqualificazione dell’area c’era anche la progettazione dello Stadio del Baseball di Bari, ci sembrò di aver toccato il cielo con un dito. Noi all’epoca avevamo una squadra seniores di Baseball in Serie B, una squadra femminile in Serie A2 di Softball, avevamo tanti ragazzini però poi, inspiegabilmente, si riuscì a costruire soltanto lo Stadio San Nicola per i Mondiali (di calcio) del ’90, Bruno Beneck, dalla fine del 1984, ormai non era più il presidente della FIBS e tutti successivi, sinceramente del Progetto Sud se ne sono sbattuti, avevano altri interessi. Facendo il confronto tra le metodologie utilizzate da Beneck e quello accaduto successivamente, Enzo Serino rimarca l’inefficienza dei consigli federali successivi sia sul piano del contatto con il territorio, sia sulla progettualità, sia, soprattutto, nella capacità di comunicare con i ragazzi, che ha portato una grave emorragia di tesserati nella nostra federazione, arrivando a scarsi diecimila tesserati in Italia, infatti, conclude: Quindi, mi auspico che, con la scesa in campo di De Luca, si riprenda quel contatto con le squadre del territorio, con uno staff capace di presentare progetti alle amministrazioni locali ed i modi per reperire fondi per la ristrutturazione degli impianti esistenti ovvero della costruzione ex novo nei luoghi di carenza di tali strutture, non solo, ma che cambi completamente la modalità di informazione ai giovani, non si può utilizzare un linguaggio gerontologico e piattaforme media valide fino agli anni ’90. Bisogna parlare il linguaggio dei ragazzini attraverso le piattaforme dei social media da essi utilizzati, creando icone, miti ed eroi per questo sport affinché instilliamo in loro il desiderio di imitarli, per cui, confido in De luca, come esperto della comunicazione al pari di Beneck, che possa riprendere quel percorso interrotto e recuperare, almeno in parte quello che si è perso in trent’anni di rapporto vero con le squadre e con il mondo giovanile!

Massimo De Luca rimane molto colpito dalle parole di Enzo Serino a proposito del progetto dello Stadio del Baseball di Renzo Piano e racconta che consoce molto bene la Puglia non solo per ragioni legati al giornalismo ma di essere un giocatore di golf e, pertanto, si reca spesso presso il campo di Savelletri. Conclude, che è molto sensibile alle tematiche che riguardano il sud Italia. E’ nato a Roma da madre napoletana e padre siciliano quindi conosce molto bene la realtà meridionale alla quale è molto legato.

Continua il giornalista: “Non faccio certo proclami, mi rendo conto che la situazione è difficile, che il processo di crisi dura da parecchi anni. Non voglio dare colpe, ma cercare di ricompattare l’ambiente, prerogativa indispensabile per il rilancio.

In ultimo, ma non certo per importanza, c’è una ristrutturazione profonda del comparto Comunicazione. Sarà proprio questo settore a veicolare la pubblicizzazione di baseball e softball, in modo che possano essere prodotti, appetibili, vendibili e spendibili, capaci di attirare sponsor per sovvenzionare i progetti di sviluppo che proporremo alle amministrazioni attraverso i nostri esperti che comporranno il mio staff.

Massimo De Luca, esperto professionista in questo campo, può mettere a disposizione la sua lunga carriera nel settore, suggerendo e seguendo la nascita e la crescita di nuove produzioni di stampa e televisive con l’obiettivo di farci conoscere ad una platea esterna al nostro ristretto movimento.

Tutto questo grande lavoro deve essere fatto in modo che tutte le attività procedano di pari passo, le une con le altre, in modo da tessere una rete resistente, che duri nel tempo.

L’assemblea elettiva della FIBS è in programma il 7 novembre a Firenze. La sfida dovrebbe essere ridotta al presidente in carica Marcon e De Luca.

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