Siamo alle prove d’orchestra. C’è fermento nel teatro e fuori. All’esterno il pubblico è impaziente, non vede l’ora di entrare e prendere posto. Ad imbonirlo c’è di tutto. Giocolieri, mangiafuoco e persino l’uomo col tavolino: nessuno è più abile di lui nel gioco delle tre carte. All’interno il maestro sta per salire sul podio. Sembra un po’ infastidito, troppi violini: ne toglierà qualcuno. Ha chiesto i migliori orchestrali, che fatica per averli!

Ha lasciato intendere che non ama molto i tromboni, spesso sono sfiatati. Ai solisti preferisce il coro. Sembra molto certo della qualità del suo spartito.  La sua musica ambisce ad essere apprezzata da tutti, dal pubblico in prima fila a quello dei loggioni, in piccionaia.

Quando la sua bacchetta comincerà a tagliare l’aria, aspettiamoci grandi e fragorose sorprese. Attenti ai timpani!

L’opus

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