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Talebani a Kabul, tutta colpa di George Gallup

È stato un importante statistico americano (1901-1984), un grande innovatore che ha cambiato il mondo della comunicazione: il vero padre dei sondaggi d’opinione. Per molti anni infatti i giornali li hanno definiti Gallup pool. L’istituto che porta il suo nome gli è sopravvissuto ed ancora oggi i dati che pubblica sono ritenuti i più autorevoli.

Perché attribuirgli la responsabilità della riconquista di Kabul da parte dei talebani? Da più di un anno i Gallup pools rivelano che oltre il 70% degli americani non approva l’invio delle truppe in territori stranieri, specie se teatri di guerra.

Donald Trump conosceva perfettamente questi dati e affermare che i militari USA dovessero lasciare l’Afghanistan, gli ha giovato non poco sul piano del gradimento popolare. Certo, forse non immaginava una ritirata tanto improvvisa e subitanea.

Joe Biden quei sondaggi li ha letti tutti i giorni anche lui e alla fine è stato tradito da quelle percentuali, dai suoi generali incapaci e naturalmente dalla sua demenza senile.
A tradirlo, va aggiunto, l’illusione di essere riusciti a formare e dotare di mezzi e tecnologie super efficienti l’esercito afgano. A conti fatti, un vasto campionario umano di burattini, rammolliti, corrotti, infingardi e voltagabbana. Appena sentito odore di talebani, si son venduti le uniformi, le armi ed i mezzi e si sono aggregati ai numerosi comitati di accoglienza.

Agli eredi di George adesso un compito poco invidiabile: la percentuale di quanti hanno perso stima e fiducia in Joe Biden e negli americani, è incalcolabile…

L’opus

(A cura di Federica Calabrese)

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