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Emanuel Rivas ospite a ‘Fever of Bari ‘ : “Con Ventura potevamo arrivare in Europa,un peccato come sia finita”.

Emanuel Benito Rivas, ex calciatore biancorosso, si è concesso una chiacchierata ai microfoni di ‘’ Fever of Bari’’ , trasmissione , ideata e condotta , dal giornalista Marcello Mancino,affiancato da Sabrina Romano,in onda sulle frequenze di Media Tv.

L’esterno argentino,si è espresso su più fronti nella consueta chiacchierata ai nostri microfoni,volendo iniziare proprio dalla sua ultima attività in ambito sportivo.

?’’ Seguo ancora da vicino il mondo del calcio,anche se in nuova veste. Faccio L’osservatore nelle categorie giovanili,dai pulcini fino agli allievi.”

Tra il 2008 e il 2011 il Bari ha vissuto uno dei periodi più fiorenti della storia recente,con la promozione in Serie A ed il decimo posto nella massima serie.

? ‘’ A Bari sicuramente ho vissuto i migliori momenti della mia carriera . Quando passeggiavo per la città,sentivo sempre il calore della gente, per la quale eravamo veri e propri idoli.”

Molti calciatori,dopo la fine di quell’esperienza,lasciarono la squadra per proseguire altrove le loro carriere.

? ‘’ Ad oggi,sento spesso i miei ex compagni come Ranocchia,Donda o Barreto.
Eravamo un gran gruppo,unito e coeso; si andava a cena fuori tutti insieme e ci si divertiva con spensieratezza.”

Si ricordano nell’anno di Ventura grandi prestazioni,come ad esempio,i due pareggi a San Siro contro Inter e Milan,dove proprio l’argentino figurò tra i migliori in campo.

 

?’’ Nessuno si aspettava che da neopromossi potessimo fare così bene. Le persone aspettavano il weekend per poterci seguire e sostenere,infatti il San Nicola era sempre pieno. Fu un peccato non raggiungere l’Europa League,per poco non riuscimmo a regalare ai tifosi una gioia unica come quella.”

A distanza di dieci anni il mondo del calcio è cambiato radicalmente,a partire proprio dalla Serie A.

? ‘’ I campionati sono molto più fisici e molte volte si rinuncia a quei giocatori tecnici e brevilinei. In Argentina,i talenti più brillanti vengono subito ceduti in Europa e anche le squadre più blasonate,risultano molto indebolite rispetto al passato.”

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