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Bianchi e Calimero, il pulcino nero

In classe senza mascherina se tutti, compreso il docente, sono vaccinati.
Presa così, en passant, la notizia è stupenda. Però, a rifletterci emerge qualche perplessità.
Se in una classe un solo ragazzo, per sua sfortuna, non è vaccinato perché è esente cosa potrebbe accadere? Due possibilità: se gli si consente di restare al suo posto, tutti con le mascherine, diversamente, quel ragazzo potrebbe essere spedito a casa: didattica a distanza.
Ipotesi diversa per i docenti. Se la prof della prima ora e vaccinata, allegria: tutti senza mascherina. Se alla seconda ora arriva “quello di matematica” esente da vaccino per ragioni di salute: mascherine tirate fin sul naso.
Chi non è stato studente? Chi non sa che a una certa età tutto fa brodo pur di fare “casino”?.
Chi sta in cattedra invece, sa perfettamente che molti genitori hanno la protesta facile e qualche volta, purtroppo, sanno pure usare le mani.
Essere obbligati per colpa d’altri a tenere su le mascherine, certamente può trasformarsi in un casus belli.
La cosa più preoccupante però è che discente o docente che siano rischiano di riesumare Calimero il pulcino: che nei Caroselli anni 60 rappresentava il “diverso” perché “piccolo e nero”.
Riuscirà il ministro Bianchi, finora tra i peggiori, a risolvere il caso in modo equo e solidale?
L’opus

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